ARCHIVIO 4

Sep 08

South2 West8. Un grande freddo,
che stringe i denti ma non rinuncia
a un pizzico di buonumore.

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South2 West8 è un’altra nota label giapponese riconducibile all’intraprendente e molto, molto lungimirante Keizo Shimizu, e al gruppo da lui fondato nel lontano 1988: Nepenthes. Oggi questo gruppo ha in portfolio diversi marchi uno più interessante e originale dell’altro tra cui oltre all’omonima label Nepenthes, Engineered Garments, Needles e, appunto, South2 West8.
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Sep 07

Kolor. L’inverno morbido e rilassato
di Junichi Abe.

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Comodi, morbidi, rilassati, quasi stratificati l’uno sull’altro. Sono i capi disegnati da Junichi Abe per Kolor. Griffe giapponese di cui abbiamo già avuto modo di scrivere di recente e di cui torniamo volentieri a parlare in occasione della nuova collezione invernale. Una collezione che ricalca un approccio “leggero“, dove il capo sembra disegnato in funzione del tessuto o dei materiali con cui verrà poi realizzato. Forme semplici e decostruite con sapienza e saggezza.
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kolor.jp

Sep 06

Barena. Ovvero capi di quando Venezia era solo laguna, “barena” e qualche isoletta.

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Barena è un giovane brand italiano che trovo particolarmente interessante. Intanto per la scelta di ispirarsi a culture e costumi legati a tradizioni locali dell’area di Venezia, ma soprattutto per essere riusciti a farlo con gusto e intelligenza, senza diventare delle caricature scontate e biecamente commerciali. Certo, il tema del capo che rimanda tradizioni del passato è un ambito di ispirazione che comincia ad essere piuttosto affollato ma, a mio modesto avviso, i brand o marchi che riescono a farlo con gusto, originalità ed equilibrio, sono ancora un’esigua minoranza. MORE

Sep 03

Margaret Howell. Un altro inverno disegnato dalla semplicità e dal
buon gusto.

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Anche per la nuova collezione invernale FW 10, Margareth Howell riparte dai suoi due inglesissimi punti fermi, ovvero: il (buon) gusto della semplicità e la qualità. E a giudicare dal seguito, e dal successo che sta riscuotendo anche nel lontano Giappone, tutto sembra darle ragione. Linee morbide, colori caldi per capi semplici, consueti e poco elaborati. Nulla di eccessivo, nulla di gratuito o pretestuoso. Capi che sembrano disegnati più dal “levare” che dall’aggiungere. Il tutto condito da dosi massicce di buon gusto e una piacevole sobrietà.
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Sep 01

Giorgio Brato. Lavorazioni e dettagli curatissimi per capi in pelle decisamente belli e originali.

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Quando si parla di pelle, Giorgio Brato è certamente uno che occupa una posizione di tutto rispetto nel mio personalissimo ranking di preferiti. Talento, mestiere, gusto e originalità davvero non gli mancano. Collezione dopo collezione Brato dimostra una consistenza e una solidità nel disegno dei suoi capi, di tutto rispetto. Magnifiche poi le lavorazioni dei pellami, e quella patina vissuta e vintage che riesce sempre e comunque a mantenere un tratto di originalità e innovazione. Insomma, bravo davvero.

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Aug 31

Daniele Ruffa. Scarpe costruite come si faceva una volta. Con talento, passione
e un pizzico di poesia.

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Una delle cose più piacevoli ed appaganti di questo hobby velleitario e sfiancante che è Men’s Mentore, è certamente la scoperta e l’incontro, il più delle volte casuale, di piccole realtà fatte di passione, dedizione, talento. Realtà che a volte concidono con aziende, altre addirittura con singole persone, che sembrano più interessate a quello che fanno e a come lo fanno, che a trarne un ritorno economico rilevante e immediato.
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Aug 31

Claudio Tonello. Capi sartoriali
e tessuti quasi impalpabili, per l’inverno che verrà.

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Di Tonello avevo sentito parlare, ma l’interesse è cresciuto qualche mese fa grazie a un passaggio veloce da Antonia Uomo a Milano. In realtà, ero subito andato a dare un occhiata al loro sito ma non ne avevo ricavato un’impressione particolarmente entusiasmante.
Dal vivo invece mi sono dovuto ricredere, e non poco. Giacche sartoriali e leggerissime. Capi decisamente piacevoli, realizzati con materiali di ottima qualità e tagliati con gran gusto e competenza. MORE

Aug 30

Undercover. “Love and passion embedded”, per un inverno fatto di capi “normali” per gente reale.

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Credo che di Jun Takahashi e della sua label “Undercover” sia stato già detto praticamente tutto. Molti gli estimatori come molti anche i detrattori per una label che, comunque la si pensi, in quasi vent’anni di attività, un segno importante lo ha certamente lasciato.
Da sempre legata a un’approccio molto poco convenzionale e a tratti quasi “anarchico”, la collezione invernale di Undercover parte da un lookbook divertente e singolare.
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Aug 29

Stewart Archive:
B-3 “Bomber” Leather Jacket.

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Questo è il primo di una - spero lunga - serie di pezzi dedicati a capi storici. L’occasione me l’ha fornita il ricco, e in gran parte inesplorato, archivio della Stewart che, dopo un lungo lavoro di sfiancamento, sono riuscito a convincere a scattare qualche foto ad hoc.
Inizio quindi dal primo capo su cui sono riuscito a mettere la mani, ovvero una classicissima B-3 Bomber Jacket della seconda guerra mondiale.
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Jul 29

Haversack. Elementi immutabili come fonte di ispirazione e cambiamento.

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Creato nel 1998 dal designer giapponese Koji Norihide, Haversack è ormai un brand piuttosto conosciuto e apprezzato in giro per il mondo da una nicchia di fedeli estimatori. Anche qui il principale filone di ispirazione è legato al mondo del “traditional garment” reinterpretato in chiave contemporanea. Dato certamente non originalissimo, visto l’attuale proliferare di marchi nuovi e meno nuovi che rivendicano la stessa provenienza, ma sicuramente assai meno scontato se collocato temporalmente in anni in cui ispirarsi o fare riferimento al tema della tradizione, non era affatto così ovvio.
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