May 05

Fears and Kahn. Il modernariato,
diventa da collezione.

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Leo Longanesi, nel 1949, scriveva “C’è una sola grande moda: la giovinezza”. Chissà cosa direbbe, oggi che una delle tendenze di maggior successo è proprio il modernariato. Con tutti i pro e i contro del caso: spesso, ormai, “retrò” e “vintage” sono etichette buone solo a gonfiare i prezzi di una montagna di vecchi mobili da rigattiere. Fortunatamente, ogni regola ha le sue eccezioni. Una di queste l’abbiamo trovata a Nottingham, Inghilterra. Alan Fears e Pippa Kahn, da universitari, condividevano la passione per il collezionismo e per il design industriale. Oggi queste passioni sono la loro vita: la Fears and Kahn vende alcuni tra i pezzi di industrial design più ricercati, attraenti e, sì, davvero vintage sul mercato. Dai gioielli, ai poster; ma il pezzo forte rimane il furniture. Esemplari scovati in tutto il mondo, progettati dai più grandi designer dagli anni ’30 agli anni ’80. Richard Seifert e Willy Rizzo, per citarne solo due. Art Déco o Minimalismo, legno o alluminio, ogni mobile dimostra il gusto eccellente dei due collezionisti. Straordinari classici moderni che anche “da nuovi” avrebbero reso felici gli acquirenti. Figurarsi ora che il tempo ha reso unico ogni pezzo. Fears and Kahn si è guadagnata i favori di clienti d’eccezione. Come Sigourney Weaver. O la label indie Gentle Electric. Tra l’altro, pare che Alan Fears (anche musicista) proprio in questa occasione si sia procurato un contratto discografico. Anche se, giura lui, il design resta il suo primo amore. E, vista la cura con la quale il duo prosegue la sua ricerca, c’è da credergli. Più di Longanesi, sono le parole del filosofo James Hillman a rendere giustizia alla collezione Fears and Kahn: “Invecchiando, io rivelo il mio carattere, non la mia morte”.







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www.fearsandkahn.co.uk

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